Festival Veneto: i suoni del dialetto, dalla poesia al folk

Patrizia Laquidara. Stasera presenterà il cd «L’anguana»
Patrizia Laquidara. Stasera presenterà il cd «L’anguana» (Fab)
Beppe Montresor09.09.2009

«La folta partecipazione nella serata finale al Teatro Romano sarà la prova tangibile dell'attaccamento della gente a questo progetto».
Così Marco Ambrosini, assessore provinciale alla Cultura e Identità Veneta, nel presentare il capitolo conclusivo del Festival Veneto che si terrà dopodomani venerdì 11 alle 21 al Teatro Romano, a ingresso gratuito come tutte le precedenti puntate del Festival che quest'anno, grazie al contributo notevole della Regione, ha oltrepassato le mura scaligere, spostandosi anche in provincia di Belluno, Padova e Vicenza, con un notevole riscontro di pubblico e critica.
Adesso la prova del nove a Verona, città natale della manifestazione, che l'anno scorso, alla prima edizione, aveva per la verità risposto abbastanza tepidamente alla serata conclusiva al Romano.
Cast interessante per una serata all'insegna del recupero e della valorizzazione della lingua veneta, presentata dalla spigliata giornalista radiofonica Georgia Passuello.
In apertura, il gruppo de Le Fughe de le Matonele, con le poesie in dialetto veronese di Andrea Aldrighetti musicalmente assistito da Stefano Torregrossa (pianoforte), Michele Marchesini (chitarre ed effetti), Sbibu (percussioni) e Luca Donini (saxofono).
Gioiello del cartellone, per il promoter Leonardo Rebonato di Box Office Live, il set di Patrizia Laquidara con anticipazioni del suo nuovo disco «Il canto dell'anguana», su testi e poesie di Ennio Sartori. Ospite speciale, il bluesman Rudy Rotta, con un set a sorpresa e due brani in dialetto.
In lingua veneziana si è espresso da sempre Gualtiero Bertelli, esponente della canzone politica e di ricerca culturale già dagli anni '60. Altro ospite speciale, il grande attore rodigino Natalino Balasso, «già splendido protagonista dell'estate teatrale shakespeariana nella "Bisbetica domata" in padovano-veronese», come ha ricordato Erminia Perbellini, assessore alla Cultura che ha messo a disposizione il Romano.