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San Fermo riapre le visite al soffitto delle meraviglie

San Fermo, don Maurizio Viviani osserva la parete con gli affreschi in stile giottesco
San Fermo, don Maurizio Viviani osserva la parete con gli affreschi in stile giottesco
Marco Cerpelloni 09.08.2018

San Fermo in festa per i santi patroni: riaprono le visite al soffitto restaurato. Saranno accessibili anche aree della chiesa di norma non aperte al pubblico. Oggi, 9 agosto, alle 8.30 e alle 19.30, si terranno le messe e dopo le celebrazioni si potrà ammirare in tutta la sua bellezza e per la prima volta dopo il restauro, durato 23 mesi, il soffitto in legno a carena di nave con i dipinti: 416 immagini su tavola ed inserite in cornici trilobate. Sarà aperto anche il tornacoro e si potranno vedere un pavimento a mosaico, i tratti di una pittura che richiama le pennellate di Giotto e due cuscini in marmo. La festa patronale cade nel giorno in cui, stando a un’antichissima tradizione, Fermo e Rustico furono martirizzati. «Erano due soldati romani», commenta il parroco don Maurizio Viviani. «Finirono la loro vita terrena appena fuori da Porta Leoni, nella zona cimiteriale dove fu costruita una chiesa paleocristiana già nel cuore del quinto secolo, sulla quale poi, a partire dal 1054 i monaci Benedettini edificarono due chiese: il complesso di San Fermo costituito da una chiesa inferiore rimasta integra e da una superiore ampliata dal 1261 dai Frati Minori, i Francescani». Particolare sarà la celebrazione delle messe poiché si svolgeranno all’interno del tornacoro, creato con fattezze che imita quello di Michele Sanmicheli nella Cattedrale. È qui, nell’emiciclo di marmo, che sono conservate le reliquie dei due santi patroni, appunto Fermo e Rustico. L’altare maggiore è opera dello scultore Giuseppe Schiavi (1759) e sue sono anche le due statue in pietra leggera sui fianchi del cancello d’ingresso al tornacoro. «Oltre a ricordare il martirio a 1714 anni di distanza», riprende don Viviani, «la comunità si riunisce nella preghiera dell’Eucarestia per ringraziare i Santi Patroni: nei 23 mesi di restauro nessun ponteggista, muratore, restauratore e professionista incaricato si è fatto male. E nemmeno un’escoriazione o una lieve slogatura si sono procurate le 2500 persone che sono salite, suddivise in circa 200 gruppi, per vedere ad una quota di 15 metri le operazioni di restauro del manufatto ligneo a carena di nave e per ammirarne la straordinaria bellezza». La festa dei santi Fermo e Rustico sarà anche occasione per vedere da vicino l’altare polimaterico che contiene nella parte centrale un tabernacolo simile ad una basilica con alcune statuine in bronzo e grandi statue in legno degli evangelisti. «Almeno tre sono i particolari che si potranno ammirare al termine delle messe», conclude il parroco. «Due cuscini all’apparenza molto soffici ma scolpiti in marmo, un affresco sulla parete destra decisamente ispirato all’Adorazione dei Magi di Giotto della Cappella degli Scrovegni a Padova e una piccola porzione di mosaico, l’unica rimasta della pavimentazione della chiesa superiore all’epoca dei Benedettini». •