COELHO INSEGUE LA LIBERTÀ

La copertina di «Hippie», l’ultimo libro del poeta e scrittore brasiliano Lo scrittore Paulo Coelho PHOTOGRAPHY PAUL MACLEOD
La copertina di «Hippie», l’ultimo libro del poeta e scrittore brasiliano Lo scrittore Paulo Coelho PHOTOGRAPHY PAUL MACLEOD
Luca Pollini 11.07.2018

Poco più di dieci anni fa, presentando «Sono come il fiume che scorre», raccolta di aneddoti, idee e schizzi autobiografici, Paulo Coelho anticipò quello che oggi è il suo nuovo romanzo. «La condivisione è la cosa essenziale», disse durante la conferenza stampa, «come qui stasera, come ogni volta che accetto di stare con molte persone». E ancora: «Durante i primi anni Settanta ho vissuto esperienze che sono state tra i momenti chiave della mia vita». Coelho ha infatti vissuto quegli anni come un hippie, ad Amsterdam, conoscendo un mondo di libertà che in gioventù, con la dittatura brasiliana, gli era stato negato. Oggi lo scrittore brasiliano pubblica il suo nuovo romanzo intitolato semplicemente «Hippie», (La nave di Teseo, pp. 300, 18 euro), dove ci fa rivivere quegli ideali di rivoluzione e pace di una generazione che ha sognato di cambiare il mondo. «Hippie» è un romanzo autobiografico ma scritto in terza persona, dove i protagonisti sono Karla, una ragazza olandese che sogna di raggiungere il Nepal e aspetta di incontrare il compagno ideale per iniziare questo grande impegnativo viaggio; e Paulo, giovane brasiliano che vuole diventare scrittore, che porta i capelli lunghi e gira il mondo alla ricerca della libertà e del significato più profondo dell’esistenza. Le loro strade si incontrano ad Amsterdam nel 1970 - quando il Dam e Piccadilly Circus a Londra si contendevano il primato di capitale della controcultura - e insieme decidono di partire per l’Asia a bordo del Magic Bus, lungo la rotta hippie, la stessa che in quegli anni venne percorsa da centinaia di giovani provenienti da tutto il mondo. Il bus, prima di raggiungere Kathmandu, si ferma – a seconda della praticabilità delle strade e delle frontiere aperte - a Monaco, Atene, Istanbul, Belgrado, Teheran, Kabul, Delhi. Con solamente settanta dollari – il costo del biglietto – si andava dell’altra parte del mondo, un’esperienza fantastica. Sulla strada vivono una straordinaria storia d’amore, in un susseguirsi di avventure e incontri occasionali destinati a lasciare il segno. Durante il viaggio Karla, Paulo e i loro compagni affrontano desideri e paure, vivono grandi e piccole rivoluzioni e trasformano le proprie vite abbracciando nuovi valori che li cambieranno – non sempre in meglio - ma sicuramente per sempre. Incontrano, Hare Krishna vestiti di arancioni che Paulo, mentre li osserva ballare in mezzo alla strada seguiti da decine di persone, paragona al pifferaio di Hamelin; tossicodipendenti che spiegano cos’è il «bacio dell’ago» e cosa passa nella mente i primi 5 minuti che fa effetto l’eroina; poliziotti e militari sospettosi nel vedere giovani capelloni e con gli zaini. E poi descrivono ciò che vedono dai finestrini perché - dice lo scrittore tra i più venduti al mondo, le cui opere sono state pubblicate in più di 170 Paesi e tradotte in 81 lingue - «Chi desidera imparare, deve iniziare a guardare intorno a sé». Ed è a pagina 85 che Coelho ripete quel concetto che aveva anticipato in quella conferenza stampa di una decina di anni fa: «È importante condividere – si legge - per quanto possa apparire scontato, è fondamentale non lasciarsi condizionare dal pensiero egoistico di arrivare da soli alla fine del viaggio. Chi agisce in quel modo, scoprirà soltanto un paradiso vuoto, privo di interesse, e presto si ritroverà sopraffatto dalla noia». E tra le pagine è un susseguirsi di messaggi di condivisione, di comprensione, di altruismo, d’amore. Amore non solo verso le persone, ma anche verso le cose e la vita. Trecento pagine che scorrono facilmente, senza intoppi, dove Coelho, oltre a ricostruire la società del tempo e le visioni politiche e sociali dei figli dei fiori che hanno ispirato innumerevoli scrittori, ci rende partecipi di quel periodo di storia della sua vita, descrivendo con ricchezza di particolari quelle esperienze che hanno scandito la sua crescita e la sua formazione. «Hippie» è un romanzo che trasporta il lettore in quegli anni, per alcuni irripetibili, di allegra spensieratezza e irrequietezza. Anni in cui si pensava veramente che la rivoluzione di potesse fare con i fiori e che i sogni fossero realizzabili. Sempre. E la felicità non fosse un optional della nostra esistenza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA