Allevi, esplosione sinfonica

Giovanni Allevi con alcuni musicisti della All Stars Orchestra sul palco  dell’Arena  FOTO BRENZONI
Giovanni Allevi con alcuni musicisti della All Stars Orchestra sul palco dell’Arena FOTO BRENZONI (Fab)
Gianni Villani02.09.2009

La musica soprattutto, ieri sera in Arena. Già anni fa al Palaeur di Roma davanti a dodicimila ragazzi che si aspettavano tutt'altro, Giovanni Allevi dimostrò, suonando da solo il piano, che se c'è qualità, bravura e cuore, ogni discussione in materia musicale diventa superflua. I ragazzi impazzirono per lui quella volta, e sono impazziti ieri sera, quando il compositore è riuscito a portarli in un viaggio, a far loro vivere un'esperienza nuova per i sensi.
Nel concerto in Arena, davanti a oltre novemila spettatori, Allevi in jeans e t-shirt neri, c'è stata una sottolineatura evidente, entusiastica del pubblico, ad una musica scritta senza compromessi di mezzo. Nelle composizioni di Allevi ci sono esplosioni di allegria, di amore, storie di anni passati a studiare i grandi musicisti, ad affermare la tecnica perché la fantasia se ne possa servire. Insomma un musicista che vuole esprimere determinati affetti, creando un proprio linguaggio che fa leva sulla semplicità, sull'«easy listening», sulla melodia, dove il mutamento di poche note, danno come risultato nuove creazioni espressive.
In questi ultimi tempi ha cominciato ad apprezzare il fascino di servirsi anche di una grande orchestra. E per il concerto in Arena ha voluto con sé la All Stars Orchestra, appositamente organizzata per l'evento. Ensemble di musicisti provenienti da diverse esperienze, come quelle della London Symphony, della Russian Philarmonic, della Bayerischer Rundfunk, delle orchestre di casa, quelle de I Virtuosi Italiani, guidati dal primo violino Alberto Martini, e dell'Arena, con le quali ha riproposto molti dei suoi successi, dalla suite sinfonica «Angelo ribelle», «Aria», «Foglie di Beslan», «Come sei veramente», «Prendimi», «300 anelli». Ha aperto curiosamente il concerto dirigendo il primo tempo di «Eine Kleine Nachtmusik» di Mozart, come omaggio al grande genio salisburghese.
Sono espressioni che condensano il suo modo libero di comporre. Da qualche anno si fa un gran parlare di lui- ancor più dopo il suo concerto di Natale con I Virtuosi Italiani al Parlamento- se la sua musica sia bella o no, se sia geniale o meno. Ma intanto bisogna dire che Allevi piace molto al pubblico più giovane. Che ha deliziato eseguendo al piano successi come «Go with flow», «Downtown», «L'orologio degli Dei», «Back to life», «Jazzmatic», «Notte ad Harlem», «Piano Karate». E poi non dimentica la sua educazione classica e si sbriglia con una gestualità da manuale anche nella direzione d'orchestra.
Non sappiamo se Allevi sarà mai toccato dalla scintilla del genio, ma potrebbe essere sulla strada buona. Sempre che pensi, come ha fatto in Arena, più alla musica e meno al pubblico che lo applaude.