«Noialtri», sport
e gite per
fare gruppo

Ragazzi impegnati in una partita di calciobalilla negli spazi del «Noi»
Ragazzi impegnati in una partita di calciobalilla negli spazi del «Noi»
G.B.M. 23.07.2018

L’organizzazione di un Circolo richiede fantasia, un programma coinvolgente e tanto volontariato. Il «Noi» di Illasi, dopo un’indagine tra gli iscritti, ha deciso di denominarsi «Noialtri». Che non significa chiusura o contrapposizione verso gli altri; anzi vuol dire esattamente il contrario, spiega il presidente: «Siamo aperti verso gli altri e intendiamo diventare tutti “noi”, in un perfetto rapporto di amicizia». Per questo il Circolo si occupa principalmente di attività del tempo libero, organizzate nell’ambito parrocchiale, con l’intento di amalgamare la realtà sociale del paese. Le attività sono quelle fisse di ogni anno e quelle estemporanee. «Le attività fisse», sottolinea Agostino Valentini, «sono due: quella di supporto al Grest, la cui organizzazione è della parrocchia, e la gestione dei giochi al Campetto nelle serate estive. Da quando termina la scuola a quando riprendono le lezioni, il Campetto è sempre presidiato. I genitori ci aiutano per la gestione (aprire e chiudere i cancelli). Si organizzano partite di calcetto, di pallavolo o pallacanestro, serate con i pattini, musicali e di teatro. Il Campetto è aperto dal lunedì al venerdì. La gestione dei pomeriggi è un po’ più difficoltosa però ci sono periodi in cui si riesce a aprire anche al pomeriggio, grazie alla collaborazione dei pensionati». «Poi ci sono le attività occasionali», aggiunge Giorgio Pavan, «come le gite a carattere ludico o culturale: abbiamo organizzato gite in montagna e trekking in collina». Federica Sgreva chiarisce che «le gite, anche quelle in montagna per le famiglie, hanno percorsi adatti anche a bambini in carrozzina». Riprende Giorgio: «Abbiamo fatto biciclettate o visite a città d’arte o luoghi di cultura come Verona romana, i bastioni, Verona sotterranea, le chiese di Verona, Ferrara e Ravenna. Siamo andati anche a Sotto il Monte a far visita alla casa del Papa Giovanni XXIII, coniugando l’aspetto religioso, l’aspetto ricreativo e quello culturale». Il presidente Benedetti riprende l’argomento-famiglie. «Abbiamo anche organizzato le vacanze-famiglia. Per 8-9 anni abbiamo prenotato e autogestito una casa in montagna, ad Auronzo, in Valle Aurina, a Marilleva, con gruppi da 100-120 persone. Bellissime esperienze, si lavora insieme, ci si diverte». «Altra bella esperienza», sostiene Pavan, «è stata “Sotto le stelle“. L’abbiamo fatta per quattro anni il primo sabato di agosto. Quest’anno la riprendiamo con i Gastrofili della Val d’Alpone». Altre iniziative? «In passato, per due anni, abbiamo fatto anche un corso di teatro», ricorda Valentini, «in primavera e in autunno. Anche un corso di chitarra per i ragazzini. Naturalmente, i nostri corsi non rivestono carattere specialistico, ma sono di avvicinamento alla disciplina...». Altre iniziative? «Abbiamo partecipato alla rassegna dei presepi lanciata dal Noi territoriale», dice Pavan; «abbiamo organizzato il “sabato delle medie” con vari giochi ed è andata abbastanza bene; con altri gruppi abbiamo avuto risultati altalenanti». Il Circolo dovrebbe far da ponte tra la Chiesa e la società... «Troviamo una certa difficoltà», conclude il presidente Benedetti, «perché il ponte è sempre più lungo e la distanza tra le nostre offerte e la società aumenta, anche per una disaffezione generale verso la Chiesa e le sue proposte. Dal 2004 abbiamo avuto un boom, poi c’è stato un rilassamento... Siamo un paese chiuso. Ma dobbiamo puntare sulle famiglie e recuperare i giovani. Cose che stiamo già facendo». • G.B.M.