«Sì, mi
sento una
predestinata»

 
Marzio Perbellini 06.08.2018

Ha passato più tempo in acqua che sulla terra ferma, più ore a nuotare in corsia che a camminare per la strada: Federica Pellegrini  compie 30 anni ed è ancora la regina della vasca. Agli Europei di Glasgow è impegnata in tutte le staffette e nei 100 stile, le stesse gare che poi farà a Tokyo 2020, l’ultima tappa della carriera di una delle più grandi nuotatrice di sempre.

Trent’anni, che effetto le fanno?

Un bell’effetto. Questa è una decina importante, comincio a diventare grande, inizia ad essere un’età che ti porta a pensare alla vita in generale anche al di fuori del nuoto.

Come festeggerà?

Qui farò un brindisi con tutta la squadra perché saremo tutti impegnatissimi per le gare. Poi, al ritorno, ho organizzato una super mega festa verso Venezia con tutti gli amici, saremo circa in un centinaio.

Il regalo più bello mai ricevuto?

Devo dire che ho ricevuto tanti bei regali, forse quelli di mamma e papà sono stati i più azzeccati, ma perché mi conoscono di più. Non dico cosa perché è troppo personale.

Un regalo che vorrebbe e non ha mai ricevuto, esiste?

Sì, esiste. Ma diciamo che non è mai arrivato più che altro per motivi pratici. A me piacerebbe tantissimo un cagnolino ma visto che sono sempre via per me sarebbe davvero impossibile tenerlo. Anche se lo vorrei tanto.

Ha avuto una gatta alla quale è stata tanto affezionata...

Diciamo che di famiglia siamo sempre stati dei gattari, anche perché non avendo il giardino a casa abbiamo sempre avuto mici. Gli animali per me sono sempre stati importanti anche se non li ho mai avuti in prima persona ed è per questo che vorrei averne uno io. Diciamo che tra due anni potrò fare anche questo.

Quindi dopo l’appuntamento con Tokyo 2020.

Sì.

A Tokyo farà i 100 stile e le staffette?

Penso proprio di sì.

Con i 200 ha proprio chiuso definitivamente allora?

Sì.

Sicurissima? Sì.

Come si immagini la sua vita dopo Tokyo?

Adesso è ancora un po’ presto per dirlo, l’idea però è quella di fare il giro del mondo per vederlo veramente e non solo aeroporti, piscine e alberghi. Il progetto che ho in mente è quello di staccare per qualche mese, andare e visitare. E poi vedremo.

Nel suo futuro ci sarà ancora Verona o si immagina di vivere in un’altra città?

No, no, ho comprato casa a Verona perché la mia intenzione è quella di rimanerci. Poi nella vita non si sa mai, dipende anche da dove ti può portare il lavoro. Per ora però la mia idea è quella di restare qui. Per adesso non c’è alcuna volontà di spostarsi.

A Verona arrivò nel 2006, si tatuò l’araba fenice, la rinascita con Alberto Castagnetti. Il ricordo più bello che conserva di lui?

Ci sono tanti ricordi personali. E per me continuare ad allenarmi al Centro federale, dove ci sono le sue foto, sua figlia che lavora in segreteria, è come continuare ad averlo sempre vicino, nella testa. Ma non solo nella mia, anche in quella di tutti quelli che vengono a nuotare in quella piscina. Non è una cosa nostalgica, ma è un senso di continuità con una persona che ha fatto tantissimo per il nuoto italiano.

Si è sentita una predestinata o una che è arrivata dove è arrivata perché è una che non molla mai?

Certe volte ho pensato veramente di essere una predestinata perché sembrava che fosse già tutto scritto. Altre volte, invece, non è stato così. Ma io sono una fatalista e penso che la vita sia un disegno già fatto.

Una vita di successi, tantissime medaglie, ma alle Olimpiadi un solo oro. Le pesa non avere ottenuto di più ai Giochi?

Beh, stiamo parlando di un oro olimpico, non un oro regionale. No, direi che non mi pesa per niente. Poi ogni Olimpiade fa storia a sé, arriva ogni quattro anni e io sono orgogliosa di quanto ho fatto.

La prima medaglia vinta se la ricorda?

No, a dire il vero.

Una lunghissima carriera, tante sfide e con tante avversarie che, a partire dalla Manaudou, sua grande rivale, oggi non gareggiano più mentre lei è ancora qui.

Non godo del fatto che le altre abbiano scelto di cambiare vita. Sono scelte personali, a volte ha deciso il destino, a volte è stata una decisione difficile. Ne ho viste tante e io ho la fortuna di essere ancora al vertice e di vederne ancora. Penso che l’ultima grande rivale è stata la Ledecky e sarà la Ledecky.

Solo due amori nella sua vita, pochi rispetto a una sua coetanea. Colpa del nuoto?

Tre, gli amori sono stati tre. E il nuoto non c’entra, conosco tante nuotatrici che hanno avuto moltissime storie. Penso sia solo una questione caratteriale. Poi ho avuto la fortuna di trovare dei ragazzi con cui mi sono trovata bene e quindi non ho cambiato spesso. E poi sono una persona a cui piacciono le storie importanti piuttosto che le avventure.

Ma chi è stato il terzo ?

Quando ero giovanissima, anche lui un nuotatore. Poi c’è stato Luca (Marin) e Filippo (Magnini).

E Marin lo sente ancora?

È stato il mio compagno di squadra fino a un mese fa quando ha dato l’addio al nuoto, quindi direi di sì, ci vedevamo spesso alle gare.

Ma siete rimasti amici?

Non parlerei di queste cose, sono troppo personali e poi rivangano storie di venti anni fa. Preferisco non parlarne.

Quindi saltiamo pure l’argomento Magnini. Ma certe scelte che ha fatto per amore hanno un po’ caratterizzato negativamente la sua vita sportiva?

No, devo dire di no. Nel nuoto ho sempre scelto per me senza farmi influenzare da nessuno. Poi che abbia fatto delle scelte sbagliate quello è tutto un altro paio di maniche, ma le scelte le ho fatte io.

Che serie tv sta guardando?

Ho appena finito “The Walking dead”.

Libri?

Sto leggendo l’ultimo di Glenn Cooper “I figli di Dio”.

Musica?

Musica un po’ di tutto, dipende da come mi sveglio alla mattina e dall’umore, varia molto.

Ultimo in ordine di tempo il servizio fatto su “Gente“ che insinua una liaison con Matteo Giunta. La infastidiscono queste voci?

Il servizio fatto da Gente consiste in una serie di foto che ritraggono le nostre famiglie che si ritrovano a pranzo come è successo in questi anno tantissime volte e non ci vedo nulla di male.

Però si ribadisce che con Giunta ci sia un legame sentimentale.

Vabbé, è dal 2013 che ci ricamano e non ci faccio nemmeno più caso.

Sareste una bella coppia.

Grazie.

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