Riccardo Minali,
bis tricolore
dedicato al papà

Riccardo Minali con il suo pilota Ilario Contessa ha conquistato il titolo italiano derny FOTO EXPRESSRiccardo Minali esulta sul traguardo dopo la vittoria
Riccardo Minali con il suo pilota Ilario Contessa ha conquistato il titolo italiano derny FOTO EXPRESSRiccardo Minali esulta sul traguardo dopo la vittoria
Renzo Puliero 28.07.2018

Riccardo Minali si conferma campione italiano dietro derny. Con Ilario Contessa pilota, ha bissato il successo ottenuto nel 2017, quando era alla sua prima gara nella specialità. Alla Tre Sere di Pordenone, è il primo di un podio tutto veronese perché sul secondo gradino del podio c’è Leonardo Fedrigo (con Marco Cannone) e sul terzo Andrea Guardini (pilotato da Cordiano Dagnoni). Alla finale a otto, ha partecipato anche Giulio Masotto, quinto classificato (alla guida Fabio Alberti). Verona si conferma così leader nella disciplina, visto che i suoi atleti si sono aggiudicati gli ultimi quattro titoli: prima di Riccardo (2017, 2018), c’erano riusciti Francesco Castegnaro nel 2016 e Michele Scartezzini nel 2015, mentre Elia Viviani aveva indossato il tricolore nel 2012.

 

«Abbiamo fatto una gara di testa», racconta Minali. «Sapevo di stare bene e con Contessa abbiamo deciso così. Ho pedalato col mio ritmo, aumentandolo sempre più per poi aprire totalmente il gas negli ultimi dieci degli 80 giri previsti».

Mai avuto dubbi sulla vittoria? «Siamo stati superati solo da Stefano Baffi, che aveva Ivan Quaranta come pilota, ma per poco. Anzi, quell’attacco e quel sorpasso ci hanno convinti ad allungare. In partenza, conoscevo i punti deboli dei miei avversari, in particolare Guardini e Viganò. Ho cercato di staccarli più volte, anche se nel finale Guardini ha tentato un recupero, sorpassando gli avversari sulla parabolica».

Alle sue spalle due veronesi. «Un gran bel podio tutto nostrano, che fa bene a tutti».

È l’ennesima conferma che strada e pista ben si conciliano. «La pista è fondamentale per la strada. Il colpo di pedale serve, il colpo d’occhio serve, nelle volate aver frequentato la pista aiuta. E così nelle corse su strada sai come rimanere in piedi».

Ha una dedica particolare? «A mio papà Nicola, grande pistard e velocista. La tradizione in famiglia continua».

Grazie anche a Michael: assieme avete vinto l’americana nella penultima sera. «Completato il campionato italiano dietro derny, ho appena avuto il tempo di scendere dalla bici, cambiarmi la maglietta e tornare in pista con mio fratello. Era la prima volta che correvamo assieme un’americana e per Michael era la prima americana in assoluto. Lui, quella sera, è andato veramente forte e abbiamo effettuato buonissimi cambi. A papà Nicola non sembrava vero...».

Chiusa la Tre Sere, torna su strada alla London Classic. «Dove farò di tutto per riuscire a fare la volata. Mi pare di stare bene e il fatto di essere fermo dal campionato italiano riguarda anche Elia Viviani e altri. Rispetto all’anno scorso, la gara è di 180 chilometri, una quarantina in meno. Non è piatta, qualche strappetto non manca, ma voglio provarci ad arrivare alla fine a giocarmi la vittoria».

Che poi inseguirà, come Andrea Guardini (al comando della Tre Sere, in coppia con Simion, prima dell’ultima serata), al Giro di Danimarca. «Sì, in Danimarca vado proprio per vincere».

E poi? «E poi il Binck Bank Tour, Fourmies, Poitou-Charentes, per concludere la stagione con altre due corse a tappe World Tour, il Giro di Turchia e il Gree-Tour of Guangxi in Cina». •

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