«La storia di Cristo piace
ancora. È la nostra cultura»

Sir Timothy Rice, coautore di Jesus Christ Superstar
Sir Timothy Rice, coautore di Jesus Christ Superstar
Gianluca Tavellin 17.08.2018

Un gigante e non solo per quello che ha fatto nel mondo della musica e del teatro. Un gigante sul serio. Più alto di un altro “Sir”, Sean Connery, lui che è più giovane, più alto del piccolo arcovolo che conduce ai camerini dell''Arena. E lì che troviamo Sir Timothy Rice. «Straordinaria l'Arena», ci dice subito l'autore inglese, vincitore di tre premi Oscar. Da Jesus Christ Superstar a Evita, passando per il Re Leone. Con Andrew Lylod Webber ha contribuito a determinare la storia del genere, del musical. Era il 1970 quando la storia di Gesù in versione rock approdò nei teatri d'oltre oceano e poi in quelli di tutto il mondo.

Perchè piace ancora Jesus Christ?

Perchè è la storia di Cristo, che rappresenta le fondamenta della cultura europea e occidentale in genere. Tutti hanno la loro opinione e penso che noi cinquant'anni fa l'abbiamo raccontata in modo originale, mettendo anche ottime musiche, protagonisti e tutto lo spettacolo insomma...

Cosa è cambiato dal ’70 a oggi?

Lo spettacolo è sempre lo stesso, poi ognuno lo mette in scena con la propria interpretazione ma lo show è sempre uguale

Chi sono i farisei dei nostri tempi?

Superstar non ha niente a che vedere con la politica dei tempi moderni. E soltanto una storia che noi abbiamo raccontato così. Ognuno poi, può dare la propria interpretazione o attualizzarlo come meglio crede

Ted Neely è cresciuto, oggi è Gesù di settantacinque anni...

Oh “Teddy”, funziona perfettamente. L'ho incontrato in città, qui a Verona, non sembra avere tutti quegl'anni quando sale sul palco. Teddy quando canta è cone negli Anni Settanta.

La convince Simona Distefano, la Maddalena made in Italy?

L'ho sentita nelle prove. Ha una bella voce e buona personalità. Non mi piace fare dei paragoni ma in certi passaggi mi ricorda Yvonne Elliman che era l'interprete del film

Superstar è stato disturbato dalla pioggia. Si era pensato addirrittura alla copertura dell'Arena. Lei cosa ne pensa?

Credo che sia pura follia. Ne limiterebbe l'atmosfera magica. Al limite si potrebbe pensare ad una copertura leggera, magari per farla vivere anche in autunno con altri spettacoli. Una struttura mobile ma non fissa.

Il musical non è proprio uno spettacolo molto amato dagli italiani. Come mai?

Probabilmente voi arrivate da una cultura diversa. Avevate Puccini e Da Ponte Forse una parte del problema è la lingua. L'inglese è più facile come lingua per il musical moderno, mentre l'italiano è più melodioso.

È vero che sta lavorando ad un nuovo progetto con Elton John?

Elton, l'ho sentito ad inizio settimana. Stiamo componendo due nuove canzoni per il Re Leone. Al momento attuale questa è la mia principale occupazione .

Si ferma qualche giorno a Verona?

Certo visto lo spettacolo resterò un paio di giorni. Ho visto il balcone di Giulietta e altri palazzi bellissimi. E, perchè no, farò anche un po' di shopping. Con me c'è anche mia figlia. Vivete in una città pazzesca, bellissima.

Tornerà in Italia per un progetto insieme a Laura Pausini?

Non lo so. Lei è una grande artista, bravissima, e come sapete abbiamo già collaborato insieme alla versione inglese de “ La solitudine”. Sarebbe bella vederla in uno show qui in Italia. Penso sia fenomenale.

Le faccio due nomi: Madonna e Webber. Cosa mi dice?

La prima ha dato moltissimo valore al nostro “Evita”. La sua intrepretazione nel filma è stata molto convincente, mentre il secondo è stato mio compagno di viaggio nei primi dieci anni della nostra carriera. Lui meticoloso, io meno attaccato alle regole. E' giusto che ognuno poi abbia fatto la sua strada. •