Ikea, Sboarina riapre
«Troviamo altre soluzioni»

Un punto vendita Ikea: il progetto veronese prevede anche altri centri commerciali annessi. Ma è da rivedereIl sindaco Federico Sboarina
Un punto vendita Ikea: il progetto veronese prevede anche altri centri commerciali annessi. Ma è da rivedereIl sindaco Federico Sboarina
Enrico Giardini 08.06.2018

Favorevole a valutare l’insediamento di centro vendita mobili di Ikea, in un luogo e con soluzioni su cui confrontarsi, «come ho detto di persona lo scorso autunno ai rappresentanti dell’azienda». Ma contrario al centro commerciale adiacente: né alla Marangona né in qualsiasi altra zona della città.

Il sindaco Federico Sboarina sull’ultimatum lanciato dall’azienda svedese del mobile a basso costo - «disponibili a confrontarci su altre soluzioni, ma il Comune si dica che intenzioni politiche ha, perché diversamente valuteremo alternative, ma non a Verona» - torna alla carica.

«È emersa una novità. Un manager di Ikea ha dichiarato che l’azienda è disponibile, al posto del centro commerciale, a valutare soluzioni diverse vicino al centro vendita di mobili, come un parco divertimenti o un centro sportivo. Ne prendiamo atto, ma in ogni caso queste strutture non potranno essere alla Marangona», dice il sindaco.  Il progetto dell’Ikea prevede di insediare alla Marangona, l’area di 1,4 milioni di metri quadrati a sud di Verona un centro vendita di mobili su 40mila metri quadrati, più un centro commerciale generico su altri 80mila. Per l’Ikea infatti il solo centro mobili non si sostiene, economicamente, da solo. L’investimento, di 250 milioni, per mille posti di lavoro, è pensato su un’area di 280mila metri quadrati. La Marangona è di proprietà del Consorzio Zai, che ha firmato un accordo preliminare con Ikea che scade il 31 luglio. A sollecitare i soci del Consorzio Zai - con un terzo a testa Comune, Provincia e Camera di Commercio - a farsi sentire con la Regione per sbloccare la pratica Ikea e l’accordo di programma per lo sviluppo logistico della Marangona, era stato il presidente del Consorzio Matteo Gasparato.

Sboarina però ha risposto - sulla base di una nota tecnica inviatagli dal presidente della Regione Luca Zaia, a cui aveva scritto - che l’Ikea alla Marangona è irrealizzabile perché contro la normativa regionale urbanistica, in quanto la Marangona ha vocazione logistica e servirebbe una modifica al Piano d’area Quadrante Europa. Ma va contro anche la disciplina del commercio e quella sul consumo del suolo. La presa di posizione del sindaco ha fatto discutere. Ma lui non molla. «Le leggi vanno rispettate. Noi abbiamo revocato il project financing dell’Arsenale perché contrari a farlo diventare un centro commerciale, e siamo contrari a farne uno, esteso come due Adigeo, alla Marangona, che tra l’altro è area confinante con Santa Lucia e Golosine, che subirebbero un forte impatto».

Mentre sul centro del mobile Ikea «restiamo favorevoli a valutare ipotesi. Stiamo esattamente applicando il nostro programma. E ricordo che il 77 per cento degli elettori veronesi, cioè tutti tranne quelli per l’area tosiana, si erano di fatto schierati contro i centri commerciali». E a chi dice che l’Amministrazione Sboarina è solo per i «no» a progetti, lui replica: «E quella di prima che voleva cimitero verticale, Arena coperta, ruota panoramica, per fortuna non realizzate?».

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