Vacanze in «cella»
Il convento?
Meglio dell'hotel

Il Santuario della Verna, nell'Aretino, dedicato a San Francesco, offre 72 camere con vista mozzafiato
Il Santuario della Verna, nell'Aretino, dedicato a San Francesco, offre 72 camere con vista mozzafiato
Federico Mereta 13.07.2018

A spingerli è il desiderio di fuggire dallo stress, dal traffico, dai rumori del mondo, e di immergersi in ambienti fatti di meditazione e silenzio, spesso incorniciati da veri paradisi naturali. Sono sempre più i vacanzieri che scelgono di trascorrere i loro periodi di relax nei luoghi storicamente deputati all’isolamento e alla ricerca spirituale: monasteri, conventi, eremi, abbazie e santuari, che non esitano ad aprire le loro porte agli ospiti esterni. Da un capo all’altro d’Italia, numerose sono le abbazie che offrono soggiorni a volte un po’ spartani, intrisi di rigenerante tranquillità e pace, in cui volendo, senza obblighi, si può partecipare alle attività liturgiche e di approfondimento organizzate dai monaci. Un modo per vivere giornate dai tempi dilatati, a debita distanza dalla frenesia del quotidiano, immaginando il modo in cui gli eremiti trascorrevano le loro ore scandite dalla preghiera e dal lavoro. «Sfatato ormai il mito di conventi e monasteri chiusi in loro stessi, quest’estate saranno oltre 1.600 le strutture religiose italiane in cui i turisti potranno trascorrere le loro vacanze, alla ricerca di un clima di serenità e con la giusta attenzione sia al corpo che allo spirito», spiega Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione ospitalità religiosa italiana. Per i 123.000 posti letto disponibili «non vige l’obbligo della partecipazione alla vita comunitaria di frati o suore, ma l’indubbia particolarità di questi luoghi darà la possibilità anche al semplice turista di sperimentare, se lo vorrà, un approccio ambientale di certo diverso dalla classica vacanza commerciale». Si può andare dal santuario di San Romedia a Sanzeno, in Val di Non (Trento), origini risalenti al Mille, dove si ammira la natura circostante su vari itinerari, uno dei quali sopra il vecchio acquedotto scavato nella roccia. Alla Comunità monastica di Bose, nel Biellese, si può soggiornare come ospite e non sono previste tariffe, ma solo un contributo anonimo per le spese. All’Eremo di San Giorgio a Bardolino, sul Garda, i camaldolesi chiedono di condividere i loro ritmi declinati dal benedettino «ora et labora» e le proposte di «cammino spirituale»: la splendida Biblioteca custodisce oltre 30mila volumi. Lo slogan di Sant’Alberico a Balze (Forlì-Cesena), a 1.147 metri sul livello del mare, è «Un eremo per tutte le stagioni»: le due strade per arrivarci si percorrono solo a piedi, e sono a disposizione 13 cellette singole, refettorio, cucina e la chiesetta per i ritiri spirituali. L’Eremo di Montepaolo, a 7 km da Dovadola, nel Forlivese, dedicato a Sant’Antonio di Padova, è il punto di partenza del «Cammino di Assisi». Altro luogo francescano, il Santuario della Verna, nell’Aretino, con foresteria con 72 camere singole, doppie, triple e il «refettorio del pellegrino». L’Abbazia di Spineto, a Sarteano (Siena), quasi un relais, divenne famosa nell’estate 2013 quando il premier Enrico Letta vi portò «in ritiro» i ministri del suo governo per rafforzare l’unità di squadra. Di spiritualità ma anche di cultura, infine, è fatto il soggiorno all’Eremo e Monastero di Camaldoli (Arezzo), nei luoghi di San Romualdo, tra opere come 16 tele di Giorgio Vasari o le ceramiche di Andrea Della Robbia. •