Mostra en plein air
In Valsugana
la natura è arte

L'opera di Lee Jaehyo, dal titolo «0121-1110=115075» FOTOSERVIZIO GIACOMO BIANCHI, COPYRIGHT ARTE SELLA
L'opera di Lee Jaehyo, dal titolo «0121-1110=115075» FOTOSERVIZIO GIACOMO BIANCHI, COPYRIGHT ARTE SELLA
Luca Fiorin 27.07.2018

La bellezza dell'ambiente montano può esaltare una forma unica di arte contemporanea, che nasce dalla natura e che la natura rispetta ed esalta. Questo accade in una suggestiva valle del Trentino orientale, che è stata il rifugio spirituale dello statista Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell'Unione Europea, e che ora ospita un'iniziativa che, nata 32 anni fa come luogo d'espressione per artisti provenienti da vari Paesi del mondo, ha saputo diventare una realtà in grado di coniugare arte, cultura, ambiente ed economia.ArteSella, questo è il nome di quella che è riduttivo definire come un'esposizione permanente d'arte, si trova nel comune di Borgo Valsugana. Centro fra i più importanti fra quelli della vallata attraversata dal fiume Brenta, questo, che si trova a poco più di 130 chilometri da Verona. ArteSella, a circa mille metri d'altezza, può essere raggiunta agevolmente in auto e si sviluppa in tre diverse sedi collegate fra di loro. Si parte da villa Strobele, nel cui giardino già si possono vedere molte opere d'arte, ma il bello lo si scopre anche facendo gli escursionisti. Ovvero percorrendo un sentiero lungo tre chilometri che sale lungo il versante del monte Armentera, passando fra prati, alberi secolari e, persino, una zona umida. Una via piuttosto facile, lungo la quale si possono scoprire molti lavori. Ma non è finita. Finito questo percorso, quando si esce dal bosco si sbuca su una strada che, dopo poche centinaia di metri, porta a Malga Costa. Questo è in qualche modo il cuore della rassegna. Dietro a questa struttura, trasformata da luogo in cui si faceva allevamento a spazio sede di installazioni ed incontri culturali, parte un percorso ad anello lungo un chilometro che racchiude alcune delle opere più grandi in esposizione. Compresa la «cattedrale vegetale», vero e proprio tempio fatto d'alberi che è stato realizzata nel 2001 da Giuliano Mauri e che è diventato uno dei simboli di ArteSella.Visitare la mostra significa passare qualche ora, prendendosela con calma tre o quattro, a camminare nella natura. D'altronde ArteSella ospita solo progetti in cui chi crea abbandona il ruolo di protagonista e si affianca alla natura, sua alleata nella nascita e nella conservazione dell'opera. Ciascun artista sceglie assieme alla direzione il luogo in cui collocare il suo lavoro, senza apportare modifiche radicali al territorio, bensì rispettandolo e utilizzando materiali naturali affini al luogo. Materiali poi lasciati alla mercé delle condizioni atmosferiche e sottomessi allo scorrere delle stagioni. Quelle presenti ad ArteSella sono espressioni artistiche che poi l'ambiente trasforma e consuma. Basterebbe solo questo - considerato che con questa iniziativa collaborano stabilmente artisti come Rainer Gross, Will Beckers, Urs Twellmann e che l'esposizione comprende, fra molte altre, opere di Alison Stigora, Giovanni Wheger, Pinuccio Sciola, Onishi Yasuaki, Thierry Teneul e Michelangelo Pistoletto - a rendere inevitabile una passeggiata in quella valle. Una valle che però, a guardar bene, offre anche sentieri e viste davvero di rara bellezza.

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