La tiroide?
A dieta. Ecco
i cibi «amici»

Oltre alle visite, anche il cibo è utile per la prevenzione della tiroide
Oltre alle visite, anche il cibo è utile per la prevenzione della tiroide
14.06.2018

Sei milioni di italiani, soprattutto donne, sanno di soffrire di patologie della tiroide. Tanti altri ne soffrono e non ne sono consapevoli perché i sintomi iniziali spesso vengono attribuiti a malesseri passeggeri o di tutt'altra origine. In occasione della Settimana Mondiale della Tiroide il provider Ecm 2506 Sanità in-Formazione e la dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, autrice del libro «La dieta della tiroide», svelano quattro segreti sulla salute tiroidea che tutti dovrebbero conoscere.

CURARE L'INTESTINO. Quando è infiammato quest'organo assorbe male i nutrienti, produce più tossine che entrano nel circolo sanguigno, alterando l'equilibrio dei nostri ormoni (compresi quelli tiroidei). Per mantenere l'intestino efficiente, limitare gli zuccheri semplici, bere tanta acqua e consumare vegetali ricchi di fibre. Diversi studi hanno infatti dimostrato che la permeabilità intestinale dovuta all'infiammazione da cibo può favorire la produzione di anticorpi contro la tiroide e quindi la tiroidite autoimmune.

RIDURRE LO STRESS. Ritmi frenetici, eventi stressanti e poco riposo rappresentano un mix letale che può mandare in tilt la tiroide compromettendone la funzionalità. Lo stress, infatti, induce la produzione di cortisolo (definito, non a caso, ormone dello stress) che frena il lavoro della tiroide rallentando il nostro metabolismo, facendoci ingrassare. La soluzione è imparare a gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento e meditazione.

CIBO AMICO. Molti medici non riconoscono il ruolo della dieta nella funzione tiroidea, in quanto considerano l'alimentazione un elemento secondario alla terapia sostitutiva ormonale, limitandosi a fornire indicazioni generiche sull'alimentazione. Invece, ci sono cibi che sono veri e propri alleati della salute tiroidea come il pesce (compresi gamberetti, totani e calamari), che contengono sia proteine che iodio; i pistacchi, per il loro apporto di tirosina, amminoacido essenziale per la formazione degli ormoni tiroidei; le noci del Brasile ricche di selenio e fondamentali per i processi enzimatici e le uova, meglio se biologiche. Se la tiroide funziona troppo, invece, via libera alla valeriana che è sedativa e al petto di tacchino che grazie al triptofano favorisce il rilassamento.

ATTENZIONE AL SONNO. Un numero insufficiente di ore di sonno, o comunque un sonno disturbato, fa aumentare il lavoro delle ghiandole surrenali con maggiore produzione di adrenalina e noradrenalina nonché di cortisolo. L'eccessiva produzione di cortisolo fa innescare una resistenza agli ormoni tiroidei e un aumento della Reverse T3 che è il freno del metabolismo. Tutto ciò si può tradurre nel tempo in disfunzione tiroidea da mancanza di sonno.

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