Il gelato? Salutare
«Fonte di zuccheri
e proteine utili»

Gelato
Gelato
Federico Mereta 12.07.2018

Sensazione di fresco, gioia per il palato, gusto a scelta. Ma il gelato non è solamente fresco e buono: in qualche caso può addirittura essere indicato per la salute. E non solo per i bambini, che trovano importanti nutrienti, ma anche e soprattutto per gli anziani che vivono in città. Per chi rimane solo, infatti, non sempre l’alimentazione è sufficiente ad offrire quello di cui il corpo ha bisogno. A volte si rischia di andare incontro ad una dieta povera di fattori nutritivi essenziali perché non si esce a comperare cibi freschi e nutrienti: per tutti, quindi, il gelato può rappresentare una vera e propria sorgente naturale e gustosa di proteine e zuccheri utili per l’organismo. Nonostante quello che si pensa, il gelato non è una pericolosa «bomba» calorica. Contiene circa 200-250 calorie l’etto: le proteine rappresentano circa il quattro per cento (calano nei gelati di frutta che a volte vengono anche preparati senza il latte), i grassi il 12-13 per cento del totale e gli zuccheri il 20 per cento. Per cui è sicuramente meno «pericoloso» per la linea di altri dolci a base di panna o crema, che contengono meno acqua e liquidi. In media un gelato, infatti, è costituito dal 60 per cento di acqua e la percentuale può addirittura salire di molto quando si preferiscono i gusti alla frutta, con conseguente calo dell’apporto calorico. In questi gelati si può ridurre il latte e anche fare a meno della panna, che invece è ingrediente tipico nelle creme. Proprio sul latte, peraltro, si concentra l’attenzione di molti che temono di essere intolleranti al lattosio: in questi casi non si riesce a digerire del tutto o in parte questo zucchero naturale che si trova nel latte e nei latticini. La produzione della lattasi, l’enzima che governa la capacità di digerire il lattosio, raggiunge il suo apice alla nascita in preparazione dell’allattamento materno e si riduce dopo lo svezzamento in funzione dell’ampliamento dell’alimentazione. «I sintomi più frequenti dell’intolleranza al lattosio», spiega Paola Minale, specialista dell’Associazione Allergologi ed Immunologi italiani territoriali e ospedalieri, «sono meteorismo, dolore e gonfiore addominale, diarrea, flatulenza, nausea e vomito. Fondamentale è però conoscere i risultati del Breath Test, che rappresenta l’esame standard da proporre a chi sospetta di essere intollerante al lattosio. Il Breath Test prevede la somministrazione di una soluzione con una dose nota di lattosio e la valutazione su un apparecchio della produzione di idrogeno da parte dei batteri dell’intestino. Per il gelato, poi, non dimenticate che alcuni gusti sono preparati senza latte e derivati, come ad esempio quelli alla frutta, ad eccezione del cocco e della banana, i sorbetti fatti con acqua ed il gelato al cioccolato extra fondente». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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