Estate pungente,
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"Allerta allergici"

Estate pungente
Estate pungente
Federico Mereta09.08.2018

Federico Mereta «Anche le formiche, nel loro piccolo…». Periodo di vacanze, o gite fuoriporta per trovare refrigerio e relax. Ma a volte, pur se temiamo soprattutto gli insetti volanti, anche le formiche possono «rovinare» la giornata nei boschi. Come? Rilasciando una sostanza chiamata acido formico, che nella maggior parte dei casi provoca solo un leggero fastidio ma in alcune persone può indurre una forte infiammazione, con formazione del classico ponfo arrossato. I «nemici», in questo caso, sono più spesso le formiche nere, pronte ad incolonnarsi per qualche briciola di pane, oppure le formiche rosse dei boschi, che si trovano soprattutto in prossimità delle piante dei boschi di conifere. Quello delle formiche è solo un esempio di quanto gli animali possano disturbarci in vacanza. Non tutti sanno che anche alcune mosche possono attaccare e mordere. La mosca cavallina, meglio nota come «stomoxis calcitrans», ha addirittura una bocca capace di pungere e succhiare il sangue. Anche se normalmente attacca solo gli animali, soprattutto bovini e cavalli, in città può anche rivolgere le sue attenzioni su di noi. Tutte le mosche, inoltre, possono trasmettere infezioni. Ogni volta che mangiano, infatti, questi insetti rigurgitano una parte del pasto precedente. E se questi «resti», nei quali sono presenti germi di tipo diverso, si depositano sui cibi, possono anche trasmettere infezioni agli ignari che si mettono a tavola. Ma i veri pericoli per chi si avventura in campagna o al mare vengono da altri insetti volanti e soprattutto dai loro pungiglioni. L’elenco è lungo, comprendendo api, vespe o calabroni. In chiave preventiva, è sempre meglio evitare di infilare le mani nude nel tronco di un albero. C’è sempre il pericolo di stuzzicare che non ama essere disturbato, come appunto capita per questi insetti, che, almeno per quanto riguarda le api e le vespe, tendono ad attaccare solo se infastiditi. Del tutto diverso l’atteggiamento dei calabroni, che possono pungere anche senza alcuno stimolo da parte del malcapitato. In caso di puntura, quasi sempre ghiaccio e pomate antistaminiche bastano a ridurre, dopo qualche minuto dalla puntura, il forte dolore e l’arrossamento provocato dal veleno inoculato. Ma non dimenticate di togliere il pungiglione se questo è rimasto conficcato nella carne. Questa manovra, estremamente importante, va eseguita con delicatezza dopo aver disinfettato con cura la pelle, e senza strappare il residuo di pungiglione «ospite» con le mani. C’è il rischio di romperlo e di lasciarne una parte nella pelle dando luogo a una temibile infezione. Attenzione, infine, se soffrite di allergia. A volte una puntura di questi insetti può dar luogo a gravi fastidi, che possono portare anche allo shock anafilattico. Ultima curiosità: negli ultimi tempi si è parlato, a volte non proprio a proposito, del ragno violino. L’animale ha un veleno che può distruggere i tessuti colpiti, creando una lesione che, dopo le cure, può lasciare il posto ad una cicatrice. Il morso può creare però infezioni gravi, specie nelle persone che non sono in buona salute.

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