Dieta su misura
con l'algoritmo
per il microbiota

Dieta su misura con l'algoritmo per il microbiota
Dieta su misura con l'algoritmo per il microbiota
07.06.2018

Sono dieci volte più numerosi delle cellule che compongono l'organismo umano. In pratica costituiscono gli abitanti di una megalopoli, in cui ognuno deve avere il suo posto e svolgere una determinata funzione perché tutto vada per il meglio. Anche se può sembrare impossibile, infatti, uno «spostamento» demografico con la prevalenza di una specie più «cattiva» rispetto ad una che normalmente non crea problemi si ripercuote su tutto l'organismo, influendo sul nostro umore, facilitando l'insorgenza di alcune malattie oppure modificando l'assorbimento degli alimenti che ingeriamo. Di cosa stiamo parlando? Del microbiota, quell'insieme di batteri che un tempo veniva definito «flora intestinale». Ed è proprio sul ruolo che questi potrebbero avere nell'assorbimento delle sostanze nutritive che si concentrano gli esperti israeliani che stanno tentando di rispondere ad una domanda comunissima ma al contempo complessa: come mai un alimento non provoca alcun mutamento nel peso di una persona quando invece per un'altra si traduce nei chili di troppo? Per rispondere a questa questione parte uno studio che unisce Italia e Israele, concentrando l'attenzione sui bambini e sull'alimentazione mediterranea, ricca di frutta, verdura, fibre e olio extravergine d'oliva, vero e proprio caposaldo per la salute. A fare da guida alla ricerca sono le teorie di Eran Elinav and Eran Segal, che hanno pubblicato le loro ipotesi di lavoro sulla rivista scientifica Cell e sono gli autori del volume «La dieta su misura» (Sperling & Kupfer). Secondo questi esperti, proprio la composizione del microbiota insieme con le variazioni della glicemia dopo l'assunzione di un cibo potrebbero essere i fattori che possono guidare verso una dieta personalizzata. La ricerca per chiarire quale algoritmo andrà sviluppato per mettere a punto questo approccio nei più piccoli (ma va benissimo anche per gli adulti) si chiama Caprii (Children Alimentary Personalized Research Italy Israel), e verrà condotta dal Dipartimento di Scienze mediche traslazionali dell'Università di Napoli «Federico II», insieme allo Schneider Children's Medical Center e al Weizmann Institute of Science di Israele. «La dieta personalizzata», spiega Annamaria Staiano del dipartimento, «è un'intuizione speciale che dimostra come anche lo stesso alimento produca effetti diversi, in persone diverse. Gli effetti non dipendono solo dal cibo, ma anche dalla persona che lo assume. Ognuno reagisce in modo individuale allo stesso alimento: un cibo capace di generare una risposta salutare in alcuni individui può produrre in altri un effetto dannoso sul piano fisico e metabolico. Sulla base del profilo glicemico post-prandiale, di un minimo di indagini di laboratorio e sulla caratterizzazione del microbiota, è possibile oggi sviluppare algoritmi capaci di predire esattamente la risposta personale ad alimenti specifici, persino prima che vengano consumati». Il tutto, abituando i piccoli alle sane abitudini a tavola. Che non è un male, a prescindere dai batteri e dalla glicemia.