Guerra al gasolio?
«Oggi non inquina
più della benzina»

Guerra al gasolio
Guerra al gasolio
11.07.2018

Ha ancora senso comprare auto diesel dopo il Dieselgate? Nell’automotive il futuro dell’auto diesel è sicuramente il tema del momento. Dopo lo scandalo Dieselgate che ha coinvolto il colosso Volkswagen, la sensibilità dei consumatori nei confronti di auto pulite e di bassi livelli di inquinamento si è impennata. La Germania, capofila europea anche e soprattutto perché madre dell’azienda tedesca finita nell’occhio del ciclone, ha già iniziato ad autorizzare blocchi locali di auto diesel in determinate città come Amburgo, dove da qualche settimana in alcune zone non possono più circolare i mezzi diesel Euro 5. «L’industria automobilistica mondiale», precisa il presidente dell’Automobile Club Verona Adriano Baso, «sta puntando con decisione alla decarbonizzazione. Presentando il Piano Industriale Fca 2018-2022 Marchionne ha confermato l’abbandono del diesel entro il 2022, a Milano dal 2019 stop alle auto diesel fino ad Euro 3 per poi passare ad Euro 4 ed Euro 5 e lo stop totale entro il 2025. Si tratta di una rivoluzione copernicana. Ci saranno risvolti importanti, non dimentichiamo che tutto il trasporto su gomma si muove con il diesel, quindi gli autoveicoli sono solo una parte del parco circolante. Oltre a questo, ritengo la decisione di Marchionne sia un po’ avventata atteso il fatto che Fca è l’azienda meno preparata alla sostituzione della proprie auto diesel. Infatti le vendite del gruppo sono notevolmente calate. Ricordo poi che qualche anno fa lo stesso Marchionne asseriva di non credere nelle auto elettriche. Difficile capire questa guerra senza frontiere alle auto diesel visto che quelle di ultima generazione, le Euro 6, dotate del liquido blu, sono solo infinitesimalmente più inquinanti di quelle a benzina». Secondo i dati di Automotive News Europa, le vendite delle auto diesel sono in calo da oltre un anno, pur rappresentando ancora il 40% in Europa, un dato che si traduce in una corsa alle auto a benzina, spesso poi aggiornate dai proprietari con impianti metano e/o Gpl. L’elettrico è tuttavia ancora distante per poter essere considerato l’alternativa. Mentre le auto ibride, con costi ancora oltre la media, hanno una tecnologia studiata e rodata, le full electric non sono ancora in grado di soddisfare i bisogni di mobilità dell’italiano medio: autonomia inferiore alla benzina e costi di ricarica eccessivi. Ed è proprio nell’ibrido che pare indirizzarsi il mercato per l’immediato futuro e per il medio termine. Ibrido che inizierà ad essere combinato anche con il diesel. Il mercato delle citycar e delle compatte sarà probabilmente quello a risentire di più di questo passaggio, con la scomparsa quasi totale delle motorizzazioni «full diesel». Con le grosse cilindrate, sono invece allo studio soluzioni che combinino il diesel con l’elettrico. Concludendo, ha ancora senso comprare auto diesel? Non è facile rispondere. Alcuni costruttori (Fca, Renault-Nissan, Toyota) stanno puntando molto forte su ibrido ed elettrico, mentre altri, Volkswagen in primis, difendono ancora le qualità del motore diesel. La verità è che lo scandalo Dieselgate ha fatto perdere credibilità a tutto il settore automobilistico a gasolio e colmare questo gap in un momento storico in cui abbiamo bisogno di essere più green, sembra ad oggi impossibile.

CORRELATI
Primo Piano
 
Al via il progetto "Il Po d'aMare"

A Zevio e Legnago
le plastiche
"pescate" nel Po

Condividi la Notizia