Se la ministra continua a oltàr el musso

La Posta della Olga
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Silvino Gonzato 07.09.2018

Non c'è niente di male a cambiare idea - scrive la Olga -. Uno può passare la vita a dire un cosa un giorno e a dire l'opposto il giorno dopo. Affari suoi. Il mio Gino mi dice che il Marzemino Brusalitri del bareto è uno di questi ma ha l'alibi di essere sempre imbriàgo. Se però a fare continue piroette è il governo del Paese, allora è preoccupante perché gli affari non sono più suoi ma di tutti noi. Guarda el casìn che el sta fazéndo sui vaccini. Di casini ne sta combinando tanti, ma stavolta c'è in ballo la salute dei nostri fioléti e allora la cosa si fa più che seria, anzi drammatica. La ministra della Sanità, che pure è medico, era partita col dire che i vaccini sono facoltativi, poi, girato el musso, ha detto che sono obbligatori, poi è tornata a dire che sono obbligatori ma che basta un'autocertificazione dei genitori per attestare che i fioléti hanno fatto le punturine, condizione necessaria per essere ammessi a scuola; poi, dopo la rivolta dei presidi, ha rigirato el musso e, a meno di una settimana dall'inizio delle lezioni, quello che si sa è che per quest'anno è valida l'autocertificazione, in attesa di una legge che sarà approvata l'anno prossimo perché adesso i parlamentari sono ancora in ferie anche se continuano a dire monàde, amplificate dalla televisione e dai giornali. Ovviamente i genitori che avranno certificato il falso saranno puniti con una multa che vale come un'infrazione al divieto d'accesso nella ztl, ma intanto negli asili e nelle scuole i fioléti vaccinati si mescoleranno ai fioléti non vaccinati. Il Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss sta mettendo in campo tutte le forze per mettere nel sacco i furbi con controlli rigorosi, quando a essere messa nel sacco per prima dovrebbe essere la ministra che ha causato la baraonda. Tutto questo succede mentre la nostra amministrazione comunale, alla faccia del governo amico, dichiara di seguire la legge, non ancora abrogata, della precedente ministra Lorenzìn che sancisce l'obbligatorietà dei vaccini. Il mio Gino dice che il governo «l'è 'na gàbia de mati» ma che, siccome ha il consenso della maggioranza degli italiani, «dovémo scominsiàr a contàrse». •

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