Brexit, crolla
export olio in GB
Ma boom negli Usa

Un'immagine da Agrifood (Marchiori)
Un'immagine da Agrifood (Marchiori)
11.04.2017

A pagare il conto più salato della Brexit sono state fino ad ora le esportazioni di olio di oliva Made in Italy che hanno segnato un calo record del 9%, dopo essere aumentate del 6% nella prima metà del 2016.

È quanto emerge da un’ analisi della Coldiretti presentata a Vinitaly-Sol&Agrifood dove è stata anche esposta, per la prima volta in Italia, una bottiglia di extravergine Made in Italy «criminalizzata con il bollino rosso della cosiddetta etichetta a semaforo in vendita nei supermercati inglesi».

«Nonostante il calo rispetto all’anno precedente, le vendite di olio di oliva - aggiunge Coldiretti - hanno raggiunto in Gran Bretagna i 56 milioni di euro nel 2016. A pesare sugli acquisti di olio di oliva italiano, oltre al tasso di cambio sfavorevole dovuto alla svalutazione della sterlina, è stato anche il sistema di etichettatura a semaforo che la Gran Bretagna ha deciso autonomamente di far adottare al 98% dei supermercati inglesi, mentre è in corso una procedura di infrazione dell’Unione Europea».

«Le nuove forme di protezionismo sono proprio legate alla moltiplicazione di normative tecniche che di fatto ostacolano la libera circolazione delle merci», ha denunciato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Per quanto riguarda le esportazioni di olio di oliva dall’Italia negli Stati Uniti - sottolinea la Coldiretti - nel 2016 sono aumentate del 10%, per un valore record di 499 milioni di euro. «Negli Usa è diretto quasi 1/3 dell’olio di oliva che varca le frontiere nazionali - conclude Coldiretti - e per questo le misure neoprotezionistiche portate avanti dal nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump fanno particolarmente paura».