Acqua di bottiglia
e niente zucchero
o limone

Nella brocca il tè «respira»
Nella brocca il tè «respira»
C.BAZ.07.12.2018

Per gustare il tè nel migliore dei modi, spiegano i tea master ospitati dall’istituto alberghiero Berti, bisogna seguire un accurato procedimento. L’ACQUA. Deve essere naturale e minerale, di bottiglia quindi e, una volta bollita (anticamente su un fuoco di legno posto sulla pietra per ridurre la teina, ora quantomeno con la temperatura della fiamma stabile e costante) va versata in una piccola teiera di terracotta, realizzata attraverso antiche usanze per renderla traspirante e porosa. Qui avviene l’incontro con circa 8 o 10 grammi di foglioline di tè. Dopo aver leggermente oscillato la teiera, il filtro in vetro consente il travaso in una brocca sempre di vetro, per procedere ad almeno otto o nove infusioni che consentano alla singole proprietà di emergere un po’ alla volta. La bevanda va infatti fatta respirare e ossigenare, un po’ come il vino. Più il tè è stagionato e datato, più travasi richiede. LA TAZZA. Quindi l’infuso ottenuto va versato in tazzine piccole, delle dimensioni di quelle per il caffè, meglio se in terracotta o porcellana, in modo che, deglutendo poche quantità alla volta, le stesse proprietà non vengano disperse. ZUCCHERO E LIMONE. Niente zucchero, né limone, né latte, nella cultura cinese tradizionale, vanno aggiunti. Solo ed esclusivamente tè, di cui esistono ben 1.127 tipi, più o meno floreali, acri, o dolci, a seconda dei gusti o delle esigenze di salute. Un primo sorso consente di rilevare la temperatura, un secondo il sapore e infine un terzo coglie l’intera fragranza dell’infuso. L’importante è procedere per gradi, con lentezza, lasciandosi inebriare, ancora prima che dal gusto, dal profumo emanato da ogni infusione. Provare per credere. È così che il maestro di Yan è vissuto, pieno di energia, fino a 108 anni. •

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